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ARIA: "Leonard, sto cercando spiegazioni riguardo leĀ emozioni. Scoprire qualcosa in più può permettermi di capire come controllarle e controllarmi. Che cosa sono Le Emozioni?!"
LEONARD: "Ciao Aria, Ben ritrovata in questo nostro Appuntamento! Questa è un ottima domanda ed immergiamoci subito nel fantastico mondo delle Emozioni!
E - Motion = Energia in Movimento! Le emozioni sono energia interna che si Muove...
Possiamo quindi definire lāemozione come un movimento interiore, una risposta psicofisiologica correlata a uno stimolo interno o esterno.
Lāemozione ha lo scopo originario di farci muovere e lo dice la radice stessa della parola āmoveoā, di produrre unāazione, con lāaggiunta del prefisso āeā diventa āmovimento daā.
Ogni diverso stimolo provoca unāemozione diversa, e ogni tipo di emozione prepara il corpo a diverse funzioni.
Per esempio, la collera fa affluire il sangue al cervello e agli arti superiori che consentono lāenergia per unāazione aggressiva-difensiva vigorosa.
La tristezza fa cadere lāenergia vitale, chiude la persona e le consente di elaborare la perdita per tornare in seguito a vivere.
La paura scatena lāadrenalina che serve a preparare la fuga rapida.
Al contrario, lāamore e i sentimenti di tenerezza provocano unāattivazione del sistema parasimpatico che è quel rilassamento che induce a uno stato di calma e di soddisfazione
utile a comprendere e a cooperare.
Ā
Lāemozione è un segnale di un bisogno, non èĀ una risposta razionale ma si basaĀ su un istinto residuo che è servito a far sopravvivere sia lāindividuo che la specie.
Le emozioni di base hanno scopi di adattamento molto semplici ma importanti per la nostra sopravvivenza.Ā
Per quanto riguarda le emozioni piacevoli (gioia, felicità ecc.), si può affermare che la descrizione di unāemozione positiva ha la funzione di rafforzare i legami affettivi con le altre persone.
Gli studiosi che si occupano di emozioni recentemente hanno ribadito la centralità dellāesperienza emotiva quale ācanale comunicativoā privilegiato nei rapporti con gli altri.
La funzione delle emozioni spiacevoli o dolorose (paura, rabbia, tristezza ecc.), invece, sembra essere quella di āavvisarciā e di descrivere situazioni da noi interpretabili come minacciose anche dal punto di vista psicologico oltre che fisico e quindi di comportarci di conseguenza
(ad esempio la reazione di paura di fronte ad un pericolo permette di reagire prontamente per evitarlo).
Le emozioni sono esperienze che le persone evocano con grande frequenza sia per comunicarle ad altri, sia per rimuginarle fra sé e sé.
Infatti, le informazioni più importanti che comunichiamo (scambi comunicativi con amici, medico che ci cura ecc. ) sono le esperienze emotive associate agli eventi che raccontiamo.
Lāemozione è dunque una esperienza intensa e passeggera che diventa unāoccasione per prendere contatto con gli altri in vari modi.
Esiste uno stretto rapporto tra quasi tutte le emozioni e la loro manifestazione corporea.
Le emozioni si esprimono sempre anche con una particolare partecipazione del corpo che viene chiamata āattivazione fisiologicaā.
Tale reazione corporea provoca fenomeni come lāaccelerazione o il rallentamento del battito cardiaco, la variazione degli atti respiratori, il pallore o il rossore del viso, la sensazione di secchezza in bocca, la dilatazione delle pupille, la sudorazione, ecc.
Tutte queste manifestazioni del corpo possono accompagnare lāemozione; una volta cessata lāemozione il corpo torna al precedente equilibrio.
Il nostro corpo, esprime emozioni anche attraverso le espressioni del viso, i gesti tipici di ogni cultura, il tono della voce e la postura (ad esempio, un modo di camminare dritto può esprimere soddisfazione e gioia, così come una posizione ripiegata in sé può esprimere tristezza e una posizione corporea molto contratta rimanda ad unāidea di forte ansia o di rabbia).
I movimenti e le manifestazioni espressive del viso e del corpo, da un lato conferiscono vivacità ed energia alle parole che pronunciamo e dallāaltro tendono a rivelare le intenzioni e i pensieri in modo più sincero delle parole.
In definitiva, è più difficile camuffare le proprie emozioni con lāespressione corporea mentre le parole sono facilmente falsificabili.Ā
Rispetto alle parole usate per esprimere emozioni, fin dallāinfanzia ci abituiamo ad usare certi termini o etichette linguistiche per identificare le emozioni che proviamo e per renderle comprensibili alle altre persone.
Uno dei modi in cui impariamo a parlare delle nostre emozioni è lāuso della āmetaforaā, attraverso cui descriviamo le nostre emozioni con termini che richiamano eventi concreti del mondo esterno.
Ad esempio, per descrivere la felicità si usa lāespressione ātocco il cielo con un ditoā ; oppure per la tristezza e il dolore āmi sento schiacciato da un macignoā o, ancora, āmi ha spezzato il cuoreā.
Queste metafore vengono create per descrivere i nostri sentimenti per i quali non abbiamo in realtà parole specifiche e ben definite.
Immaginiamo e comprendiamo invece, i sentimenti di unāaltra persona attraverso ālāempatiaā, ossia la capacità di ciascuno di noi di mettersi nei panni di altre persone.
Ad esempio possiamo immaginare come si sente una persona che abbia appena saputo di aver vinto alla lotteria; oppure possiamo intuire quali siano le emozioni di una persona che è stata appena informata della morte di sua madre.
Sapendo come noi ci sentiremmo in queste situazioni, pensiamo che gli altri si sentano allo stesso modo.
La condivisione con le altre persone delle nostre emozioni può essere un modo per chiedere aiuto e quindi per gestire meglio la propria reazione emotiva.
Quando raccontiamo a qualcuno il nostro stato dāanimo, siamo costretti a mettere ordine, a chiarire più precisamente ciò che ci succede, quindi a comprendere meglio le sensazioni fisiche che accompagnano lāemozione.Ā
Il parlare ripetutamente con gli altri di un evento emotivo, per esempio lāemozione legata ad un incidente dāauto, aiuta a guardare con distacco quello che è successo, migliorando la nostra capacità di giudizio nel vedere, nel modo più realistico possibile, la situazione.
Inoltre, le persone a cui ci rivolgiamo distraggono la nostra attenzione, ci forniscono interpretazioni diverse, ci raccontano episodi accaduti a loro stessi.
Se le persone a cui ci rivolgiamo mostrano di capire e di accettare come giusto e legittimo il nostro stato emotivo, ci sentiamo rassicurati e ciò rinforza il nostro senso di appartenenza alla comunità sociale.
La condivisione delle emozioni ci fa sentire ānormaliā perché scopriamo che ciò che proviamo interiormente e privatamente è condiviso dagli altri esseri umani.
Se lo scopo è quello di avvicinarsi alle altre persone, entrare in contatto con le loro emozioni sembra essere il mezzo più rapido e attendibile, visto che le emozioni sono per definizione spontanee.Ā
Gli esseri umani hanno āfame e seteā di emozioni proprie e altrui, perché ciò rappresenta anche la modalità principale di approfondire la conoscenza di sé e degli altri.
E la conoscenza di sé e degli altri, rappresenta uno dei principali interessi degli esseri umani.
A volte pensiamo che certe emozioni āle proviamo solo noiā, poi quando scopriamo che anche altri le condividono o le hanno provate in passato, i rapporti interpersonali acquisiscono una profondità maggiore.
Gli esseri umani possiedono una serie di emozioni di base presenti fin dalla nascita (innate), che sono:
- la paura,
- la tristezza,
- la gioia,
- la sorpresa,
- la rabbia.
A queste si aggiungono numerose reazioni emotive che vengono acquisite prevalentemente con lāesperienza e con la socializzazione, tra cui, ad esempio, le emozioni di:
- vergogna,
- imbarazzo,
- nostalgia,
- noia,
- invidia,
- gelosia.Ā
Le emozioni sono utili perché comunicano qualcosa agli altriĀ e li influenzano.
Quando è importante comunicare qualcosa agli altri o mandare loro un messaggio, può essere molto difficile modificare le nostre emozioni.
La comunicazione delle emozioni influenza gli altri, che lo si voglia o meno.
Le emozioni sono utili perché organizzano e motivano lāazione.
Le emozioni consentono di risparmiare tempo e di agire nelle situazioni importanti.
Non abbiamo bisogno di pensare ogni volta a ciò che facciamo.
Le forti emozioni ci aiutano a superare gli ostacoli ā nella nostra mente e nellāambiente.
Le emozioni motivano il nostro comportamento.
Lāimpulso ad agire in conseguenza di specifiche emozioni è spesso innato.
Le emozioni ci preparano allāazione.
Le emozioni consentono di risparmiare tempo e di agire nelle situazioni importanti.
Non abbiamo bisogno di pensare ogni volta a ciò che facciamo.
Le forti emozioni ci aiutano a superare gli ostacoli ā nella nostra mente e nellāambiente.
LaĀ consapevolezzaĀ emotivaĀ è una funzione complessa che si acquisisce in gran parte durante lāinfanzia, ma può essere appresa anche nel corso dellāesistenza.
Essa è costituita da tanti ingredienti;Ā Ā la capacità di riconoscere i segni somatici delle emozioni; la capacità di valutare la relazione fra contesto, pensieri, emozioni e azioni; la capacità di rintracciare i pensieri automatici connessi alle emozioni relativizzarli e metterli in discussione;Ā la capacità di distinguere i propri stati mentali da quelli altrui;la capacità di rappresentarsi le possibili motivazioni ed emozioni altrui in forma probabilistica.
LaĀ competenza emotivaĀ è unāabilità complessa che richiede sia la CONSAPEVOLEZZA del proprio stato emotivo, sia la capacità di condivisione e di empatia con le emozioni altrui;
consente di fronteggiare adeguatamente lo stress prodotto dalle emozioni negative con strategie che ne diminuiscano la durata e lāintensità.
Implica, inoltre la consapevolezza che il proprio modo di manifestare le emozioni può influenzare gli altri e la capacità di accettare se stessi e le proprie esperienze emotive per quelle che sono, se queste consentono un soddisfacente equilibrio emotivo.Ā
Le esperienze di sviluppo emozionale negative, come ad esempio accade ai bambini maltrattati, possono generare difficoltà nel riconoscimento delle proprie e altrui emozioni, oltre che essere allāorigine di una scarsa empatia.
Quindi esperienze di ācattiva socializzazioneā vanno di pari passo con una scarsa consapevolezza della propria vita emotiva, una limitata capacità ad esprimere le proprie emozioni e di capire quelle degli altri; in breve una ridotta competenza emotiva.
La vita emotiva di uomini e donne non presenta differenze qualitativamente rilevanti, anche se le donne si dimostrano più espressive ed empatiche.
Queste differenze rispecchiano il più delle volte dei pregiudizi sociali. Infatti, fino a qualche tempo fa, da uomini e donne secondo i ruoli a loro attribuiti, ci si aspettava determinate reazioni.
Esiste uno stretto rapporto tra alcune sindromi psicopatologiche e il funzionamento delle emozioni.
Per questo, un quadro clinico caratterizzato da reazioni emotive esageratamente frequenti ed intense rispetto alla media, o allāopposto, reazioni anaffettive in situazioni che normalmente susciterebbero emozioni, costituiscono elementi che vanno a definire aspetti sintomatologici.
Esistono tre categorie entro cui raggruppare i problemi emotivi:Ā
šø La prima riguarda problemi di consapevolezza delle emozioni, che coinvolgono le abilità cognitive di percezione, riconoscimento e identificazione delle emozioni.
šø La seconda problemi di disregolazione delle emozioni: si tratta di pazientiĀ che gestiscono le emozioni dal punto di vistaĀ comportamentale e relazionale,Ā in modo fortemente disadattivo.
šø La terza categoria riguarda problemi ilĀ modo di vedere se stessi, il mondo e le relazioni, e i relativi scopi associati.
La sofferenza emotiva è causata da una particolare costellazione di credenze su di sé, sugli altri e sul mondo,Ā e da costruttiĀ disfunzionali concernentiĀ la conoscenza e lāaccettazione delle emozioni.
Quando cāè una compromissione della competenza emotiva siamo in presenza diĀ problemi emotivi.
Alcune persone hanno difficoltà ad esprimere emozioni e a riconoscerle in se stessi e negli altri.
Esistono delle differenze individuali per quanto riguarda la capacità di destreggiarsi positivamente in una situazione sociale o individuale che provoca emozioni.
Una discretaĀ competenza emotivaĀ consente alla persona di fronteggiare adeguatamente lo stress prodotto dalle emozioni spiacevoli e dolorose, in modo da diminuire la loro durata e intensità.
Padroneggiare i propri vissuti emotivi significa sviluppare la capacità di accettare se stessi e le proprie esperienze emotive per quello che sono (sia quando sembrano eccezionali o strane, sia quando sembrano banali e scontate), avere consapevolezza del proprio stato emotivo, nonchè saper identificare correttamente e partecipare in modo empatico alle emozioni delle altre persone.
La competenza emotiva è il risultato dellāeducazione alle emozioni che avviene attraverso lāesperienza di socializzazione con la famiglia di origine, gli insegnanti, i coetanei ecc.
Il modo di provare ed esprimere le proprie emozioni si modifica e migliora con le interazioni sociali per tutta la vita.Ā
I sentimenti si presentano come delle reazioni emotive meno intense delle emozioni stesse, ma più stabili e durature.
I sentimenti si formano gradualmente, spesso in occasione dei nostri rapporti con gli altri, come nellāamicizia e nellāamore.
Riflettendo sulla propria esperienza emotiva quotidiana è possibile cogliere due aspetti fondamentali, utili per differenziare le emozioni:
certe emozioni che proviamo sono piacevoli, come lāeuforia che si prova dopo aver vinto qualcosa, mentre altre emozioni sono decisamente spiacevoli, come lo spavento che si prova quando alla guida della propria auto si sente che si sta sbandando a causa del bagnato su una strada pericolosa.
certe emozioni sono di intensità debole e altre di intensità forte: è possibile essere infastiditi per unāoffesa di poco conto, essere un pò irritati, o essere molto arrabbiati per unāoffesa personale rivolta in presenza di altre persone.
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